DR. TOMMASO BERNARDI OSTEOPATA D.O. DR. TOMMASO BERNARDI OSTEOPATA D.O.
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INDICAZIONI TERAPEUTICHE
SPINA CALCANEARE/FASCITE
FASCITE PLANTARE
La fascite plantare è un infiammazione della banda fibrosa sottostante la pianta del piede che origina dal calcagno e si inserisce alla base delle dita. Quando viene sovraccaricata si creano delle lesioni del tessuto con infiammazione della fascia e dei tessuti circostanti, a volte piccole lesioni asintomatiche che creano tessuti cicatriziali meno flessibili della fascia stessa che non fanno altro che aggravare il problema.
Il sintomo più importante in genere è il dolore acuto e intenso al centro del tallone, al centro della pianta del piede che prosegue fino alle dita, a volte sembra risalire fino alla gamba. Nei casi meno importanti si percepisce un dolore sopportabile che permane per tutta la durata della corsa, altre volte è così intenso da impedire non solo la corsa, ma anche la camminata. Anche le modalità di insorgenza sono diverse: può apparire in forma acuta (specie dopo uno sforzo intenso ai limiti delle proprie possibilità) o essere progressivo.
FASCITE PLANTARE  
Qualsiasi sia il tipo di dolore è bene non trascurare la fascite plantare dato che continuare a correre può essere molto deleterio, in quanto questo tipo di patologia non regredisce certo spontaneamente e continuare la pratica dell'attività può solo far peggiorare il problema fino ad arrivare ai casi più dolorosi. Si tratta di una delle patologie più invalidanti per un corridore perché il dolore sotto il tallone o in generale al fascio plantare continua anche durante il giorno e addirittura può essere massimo al mattino, appena scesi dal letto, in genere peggiorare dopo il riposo notturno (quando invece ci si aspetterebbe un miglioramento).
Le cause possono essere molteplici fra le quali una sollecitazione eccessiva del tallone, una serie di allenamenti troppo intensi, una ridotta estensibilità del tendine d’Achille, una alterazione di tutta la struttura mio-fasciale dell’arto inferiore, alcune alterazioni anatomiche quali il piede cavo, ecc.
Il trattamento consiste nell’andare ad analizzare la meccanica articolare dell’arto inferiore interessato, della zona lombare, del bacino, delle anche, ecc., per dare tutta la possibilità di movimento alle strutture più rigide. Si andranno a testare ed eventualmente a trattare le strutture mio-fasciali che possono andare a creare una tensione a monte creando un sovraffaticamento a valle, ischio crurali, tricipite surale, ecc.(per esempio al mattino il dolore è più acuto dato che di notte i piedi assumono una posizione rilassata, con le punte verso il basso: in questo modo il tendine d'Achille si mette nella sua posizione di riposo avvicinando le sue inserzioni e con esso anche il fascio plantare. In condizioni normali ciò non causa problemi, ma se è in atto un'infiammazione delle fibre, esse alla ripresa della posizione a 90 gradi del piede non riescono ad allungarsi e il dolore è molto acuto). Si lavorerà sulle zone di maggiore rigidità sia articolari che muscolari per ridare spazio alla fascia implicata dato che è stato dimostrato che lo stretching della fascia plantare e del tendine di Achille, ripetuto quotidianamente, è il trattamento più efficace per il dolore nella fascite plantare (successo nell’83% dei casi). Lo stretching deve essere fatto ogni mattina prima di camminare e ripetuto quattro o cinque volte nell’arco della giornata. Possono essere necessari uno o due mesi di stretching quotidiano per ottenere una significativa riduzione del dolore.
FASCITE PLANTARE