DR. TOMMASO BERNARDI OSTEOPATA D.O. DR. TOMMASO BERNARDI OSTEOPATA D.O.
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INDICAZIONI TERAPEUTICHE
PUBALGIA
PUBALGIA
La pubalgia è una tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori, addominali, con possibile irradiazioni dolorose le arcate crurali; nasce per lo più da un sovraccarico funzionale e/o microtraumi ripetuti.
Secondo Jarvinen è possibile identificare ben 72 cause di pubalgia (La pubalgia nel calciatore, F. Benazzo, F. Cuzzocrea, F. Mosconi, G. Zanon), non solo patologie tendinee, muscolari, ossee o articolari, ma anche patologie infettive, tumorali, borsiti, intrappolamenti nevosi ecc. Le concause sono iperlordosi lombare, displasia congenita dell’anca, dismetria degli arti inferiori che portano ad un asimmetria del bacino: zona d’incontro delle forze ascendenti e discendenti. Tutto procede bene fin quando i muscoli hanno una lunghezza ed una elasticità tali da consentire l’assorbimento dei vari impatti, non solo ma anche i muscoli posteriori della coscia (ischio crurali) troppo forti e retratti provocano, mediante il gioco delle catene muscolari, dei compensi statici e dinamici impedendo il movimento ampio e fluido.
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Per gli atleti la pubalgia viene spesso provocata dal sovraccarico nei punti di inserzione muscolare dovuto ad un attività su fondo irregolare, scarpe inadeguate, scarso equilibrio fra la muscolatura degli arti inferiori e quella addominale, infortuni precedenti non ben recuperati, incremento quantitativo e/o qualitativo troppo rapido dei carichi d'allenamento.
Un'altra situazione che può provocare pubalgia è la gravidanza, il disturbo si presenta durante l’attesa e può mettere in allarme la futura mamma in quanto interessa la zona del pube e del basso ventre. All’inizio, è solo un fastidio, una sorta di indolenzimento, ma con il passare del tempo può trasformarsi in un vero e proprio dolore, che rende difficoltoso camminare, girarsi nel letto o accavallare le gambe: insomma, qualsiasi movimento diventa faticoso. La pubalgia compare, di solito, al sesto mese sia per una restrizione biomeccanica della griglia pelvica che da uno squilibrio ormonale. Nella maggior parte delle donne, questa condizione non causa dolore: capita solo a chi è già predisposta, per traumi precedenti o per alterazioni posturali. In realtà, durante la gravidanza non si potrebbe nemmeno parlare di vera e propria pubalgia, sarebbe più corretto definire il disturbo “rilassamento doloroso della sinfisi pubica”, cioè di quel punto di giunzione centrale tra le due arcate del bacino. Nel terzo trimestre di gravidanza, i tessuti si ammorbidiscono in preparazione del parto, grazie all’azione degli estrogeni, che modificano il collagene e altre sostanze dell’organismo, rendendo tutto più elastico, in modo che il bacino possa ruotare in avanti, facilitando così il passaggio del bambino. Questo rilassamento del tutto naturale, però, provoca in alcuni casi sciatica, mal di schiena e, appunto, pubalgia. Il disturbo può essere particolarmente doloroso perché sulle ossa del bacino si inseriscono i muscoli delle cosce e dell’addome e si appoggiano i femori e la colonna vertebrale. Quando, in vista del parto, si modificano le condizioni fisiologiche di rigidità e stabilità dell’assetto del bacino della futura mamma, il dolore si irradia dal pube fino ai muscoli dell’interno delle cosce, alla schiena e al basso ventre, come conseguenza della continua contrattura muscolare nel ricercare un nuovo equilibrio statico.
Il trattamento varia da caso a caso e prevede una verifica ed una normalizzazione del bacino, della colonna lombare, dell’arto inferiore, ecc., dato che se c’è perdita di mobilità in uno dei livelli sopra citati, può alterare la meccanica e far comparire i diversi dolori. Per normalizzazione si intendono manovre sia articolari che sui tessuti molli per dare il massimo equilibrio tra i sistemi, nonché uno stretching particolare delle zone accorciate. Nei casi gravi, lo sportivo deve essere fermato ma mai essere messo in riposo assoluto.
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